Bonus digitalizzazione, 3 cose da evitare assolutamente se vuoi ottenerli.

I bonus digitalizzazione per le imprese si sono susseguiti negli ultimi 3 anni in diverse salse: la pandemia ha messo molte aziende di fronte all’evidenza che la sopravvivenza in scenari come questi passa anche attraverso processi di gestione efficienti e digitalizzati.

Lo smart working, ormai sdoganato, ne è l’esempio più evidente perché si fonda su processi pensati e costruiti per funzionare attraverso strumenti software all’avanguardia.

Come spesso accade parlare di contributo digitalizzazione attrae le api come il miele: improvvisamente anche imprenditori apparentemente non interessati a tematiche di innovazione digitale si sentono pronti a fare il grande salto… sul treno dell’ultimo “voucher digitalizzazione imprese” disponibile.

Il salto ahinoi non sempre ha i risultati desiderati e le motivazioni per cui molte aziende non riescono ad accedere ai fondi per la digitalizzazione sono molteplici: la burocrazia è uno di questi, ma al giorno d’oggi non possiamo sempre e solo lamentare l’elefantesca inerzia della macchina burocratica italiana. 

Come accedere ai contributi digitalizzazione?

Se ponete questa domanda ai principali motori di ricerca (o alle recenti soluzioni di intelligenza artificiale) vi sforneranno migliaia di risultati, che probabilmente nella sostanza si assomigliano tutti. 

Come sempre noi scegliamo di andare contro corrente e di parlarvi dei 3 principali atteggiamenti che un imprenditore deve evitare se vuole accedere ai tanto agognati contributi digitalizzazione che periodicamente il governo e l’unione europea mettono a disposizione. 

Per sintetizzarli siamo partiti dalla nostra personale esperienza, in migliaia di ore di consulenza in ambito Information Technology: ci siamo confrontati con ogni tipo di imprenditore, da chi sostiene di non voler innovare i propri processi aziendali perchè “ho sempre lavorato così” o perchè “non ho tempo da perdere, ho troppo lavoro da fare”, a chi si dimostrava interessato al concetto di digitalizzazione ma non disponeva delle risorse economiche sufficienti, fino a chi (per fortuna esistono) ha una visione concreta e vede nell’innovazione digitale uno strumento concreto per raggiungerla.

I 3 passi falsi da evitare per beneficiare degli incentivi digitalizzazione.

Ecco quindi quelli che secondo noi sono i passi falsi da evitare a ogni costo per riuscire ad accedere a qualsivoglia bonus digitalizzazione.

fondo perduto digitalizzazione

Aspettare.

I soldi, purtroppo, non arrivano da soli in azienda, ma questo lo sa bene ogni imprenditore. Cosa intendiamo quindi con “aspettare”?
Non aspettare che qualcuno si presenti in azienda con il nome del prossimo bando digitalizzazione imprese, magari con ampio anticipo sulla data di apertura: le opportunità vanno ricercate attivamente e una volta individuate bisogna saperle cogliere senza indugio.

digitalizzazione imprese fondo perduto

Applicare il metodo fai da te.

Non basta informarsi leggendo il ‘libretto delle istruzioni’ per partecipare ad un bando, per chiedere un finanziamento a fondo perduto, o per utilizzare il credito di imposta.
Disporre di tutte le corrette informazioni da fonti accreditate, ma soprattutto sapere come muoversi correttamente onde evitare di cadere in errori formali o burocratici è un lavoro vero e proprio che va affidato a professionisti.
L’improvvisazione non paga. Mai. Anzi, può solo esporre a rischi e delusioni certe.

digitalizzazione contributi

Partire dai soldi e non dal progetto.

Digitalizzare un’azienda è una cosa seria ed è un processo di cambiamento e di crescita che coinvolge tutte le persone che ci lavorano, a 360°.
Digitalizzare un’impresa è una sorta di evoluzione che richiede un grande impegno da parte dell’imprenditore che decide di metterla in pratica. 
Ecco perché diventa fondamentale, prima di ogni cosa, avere un obiettivo e realizzare un progetto ben delineato.
Solo successivamente si avrà la possibilità di cercare gli strumenti giusti di finanziamento, tra cui il contributo digitalizzazione che meglio si adatta al nostro progetto.

L’impegno di IT Distribuzione per l’accesso ai contributi digitalizzazione.

Fare consulenza alle PMI, come facciamo noi di IT Distribuzione, richiede competenze trasversali. Anche se il nostro focus è la tecnologia e lo sviluppo software, studiamo da anni tutti gli aspetti legati ai progetti di digitalizzazione, compresi gli strumenti finanziari come ad esempio i già citati voucher di digitalizzazione.

Da quest’anno è attivo un vero e proprio servizio di consulenza per l’accesso al credito, ai finanziamenti, e agli incentivi per la digitalizzazione che gravitano intorno ad un processo di innovazione digitale, e che accompagna il cliente per tutta la durata del progetto.

La forte relazione tra innovazione e risorse economiche è un tema ricorrente a cui cerchiamo di dare risposta anche con iniziative di carattere più allargato come il consorzio Cooperazione Digitale: si tratta di un progetto pluriennale realizzato da Alleanza delle Cooperative Italiane e Google.org (la divisione filantropica di Google) volto a promuovere e favorire la crescita, la modernizzazione e lo sviluppo delle cooperative e non profit italiane attraverso l’innovazione e la transizione digitale.

Tra il 2022 e il 2024 verranno erogati a fondo perduto 3,5 milioni di euro suddivisi fra le 3 centrali cooperative facenti parte dell’Alleanza ovvero ConfCooperative, Legacoop e AGC.

Il progetto è dedicato in modo esclusivo alle cooperative aderenti a Confcooperative che sono pronte ad affrontare un percorso di trasformazione digitale, ed è volto a finanziare:

  • Acquisto di beni strumentali e  servizi finalizzati all’introduzione delle tecnologie avanzate.
  • Spese di formazione, consulenza e  accompagnamento per la  realizzazione del progetto di Digital Transformation presentato.
Progetto Cooperazione Digitale

Come partecipare a Cooperazione Digitale?

La valutazione dei progetti seguirà una graduatoria che valuterà:

  • Il potenziale di replicabilità del modello innovativo proposto;
  • Il numero di soggetti aggregati;
  • La presenza di un co-investimento da parte dell’impresa beneficiaria o di altri  finanziatori; 
  • Lo sviluppo delle attività tecnologiche da parte di uno o più soggetti trasformatori.

Il progetto può essere eseguito anche da un’organizzazione terza: in questo caso, la figura dell’impresa trasformatrice dovrà essere comunque necessariamente indicata, in quanto si configura come soggetto di accompagnamento nel percorso di Digital Transformation della cooperativa.

Se sei interessato ad una nostra consulenza sui bonus digitalizzazione o sei una cooperativa che desidera partecipare al progetto Cooperazione Digitale, contattaci. 

Chi ben comincia è a metà dell’opera!

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